I Demoni Dell’Anima

Cosa c’è di diverso in me… credo di essere una persona normale.”

Qualcuno ride; una risata rauca, crudele. Mi giro per vedere chi stia qui nella mia gabbia oscura; ma non c’è nessuno. Solo ora capisco perché non sono una persona normale.

Qualsiasi umano non crede nei demoni; tranne me. Sono certa che esistono; li ho visti, li ho sentiti.

Quelle risate appartengono ai demoni che vivono dentro me. Hanno portato via tutta la mia allegria per lasciar posto alla tristezza, depressione e solitudine.

Vivo nel vuoto; così buio, freddo e tetro. All’inizio avevo paura di tutta quella mancanza di luce e colore; ma col tempo ho capito che tra me e l’oblio c’è un legame, un’unione. C’è un qualcosa di molto familiare in tutto quel buio dove l’aria è così pesante da sembrare che mi potrebbe schiacciare e metter fine a tutta questa sofferenza.

Dentro di me c’è una guerra: io contro i demoni che opprimono la mia anima. Voglio combattere anche se so che sarà una battaglia persa.

<< Sei una belva famelica >>, << Sei un mostro senza pietà >>, << I tuoi occhi mi fan paura; sembrano due sfere infuocate >> è questo quello che dicono di me; ma se sono davvero un mostro demoniaco assetato, perché non riesco a sconfiggere i demoni che lacerano il mio fragile corpo.

Ho provato molte volte a guardarmi allo specchio per vedere il mostro che intimorisce tanto gli altri; ma vedo solo una figura più ossa che pelle con un colorito di carnagione come bambole di porcellana; è più pallida della luna.

I suoi occhi sono di un castano scuro, quasi neri contornati da grandi occhiaie che danno un aspetto scheletrico.

Quella figura assomiglia a una ragazza stanca di combattere e senza nessuna speranza di ritrovale la luce che ha perso.

Ritorno nella realtà spostando lo sguardo dallo specchio per sfuggire all’atroce verità.

Mi sento gli occhi pesanti, sono senza energie. La morte si avvicina abbracciandomi con il suo mantello color petrolio. Hanno vinto i demoni; hanno mangiato l’ultimo frammento di anima che donava un po’ di luce ai miei occhi fino a quando non hanno preso la forma di uno specchio dove riflette il buio che sovrasta il mio corpo.

Il mio ultimo pensiero è “almeno ho combattuto”. Ora mi travolge una sensazione morbida e calda e per la prima volta dopo tanto tempo riesco a far comparire sul mio volto un flebile sorriso di serenità.

By: Alessandra Carriere

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