Le parole del mondo muto

This page in English:  The Words Of The Silent World

Blu.

Pensiamo a questo colore e ci viene in mente il mare. L’immensa distesa di acqua che culla con il suo dolce e maestoso movimento delle onde.

Volevo esplorare, vedere, toccare il mondo che osservavo tutti i giorni dalla terra ferma. M’immergevo e scendevo lievemente in quell’arcaica fantasia marina inesplorata.

Era tutto così silenzioso, tranquillo. Fluttuavo in un mondo muto che rompevo col mio respiro. Sopra di me c’era solo uno spiraglio di luce quasi come una grande stella… la stella che brillava nel cielo del nuovo mondo. Quella luce era il luogo da cui provenivo e dove dovevo ritornare salendo in superficie.

Scendevo ancora; la luce diventava più piccola e ad accogliermi erano le lunghe alghe di un’intensa tonalità di un verde brillante che danzavano perfettamente all’unisono. Le sfiorai e loro si attorcigliarono delicatamente alle mie dita senza smettere di danzare; sotto la muta la mia pelle sentiva una leggera pressione; un solletico da far rabbrividire.

Ma nella mia mente ripetevo che avrei voluto vedere di più; non mi bastava tutto ciò. Scendevo più giù. Strano. Tutto ciò che vedevo mi sembrava familiare. C’erano pesciolini di variopinti colori; dall’arancio all’azzurro più intenso, dal rosso al giallo più vivo. Tutti di diverse grandezze.

Tre pesciolini si rincorrevano come i bambini in un parco; non emettevano nessun suono. Scendevo ancora più giù e vedevo il più grande e famoso hotel degli animali marini; la barriera corallina.

Mi avevano sempre parlato di questo posto incantato, ma non immaginavo che la loro descrizione potesse riferirsi a tutta questa bellezza. Aveva un colore bellissimo, un arancione vivo quasi come il colore del cielo al tramonto del sole. Chissà perché; mi dava quella sensazione che emanasse un profumo, un profumo attraente quasi ipnotico; ma potevo solo respirare l’aria fresca dell’ossigeno che usciva dalla bombola.

C’erano pesci di ogni tipo, colore e forma diversa che giravano intorno alla barriera corallina . La toccai; era ruvida, scivolosa e in certi punti un po’ levigata. Era stata decorata da conchiglie e da resti di animali che ormai erano diventati fossili.

Controllai la bombola di ossigeno e ormai era rimasto poco tempo . Incomincia a risalire e diedi un’ultima occhiata per salutarla. Mi dispiaceva esser rimasta così poco tempo per ammirare un frammento di mondo a me nuovo e affascinante.

By: Alessandra Carriere

Precedente Un cattivo maligno Successivo I Demoni Dell'Anima